Recensioni

Presentato per la prima volta alla Biblioteca Caversazzi di Bergamo il 26 Gennaio 2013, ecco la locandina dell’evento, il video è visionabile sotto la relativa voce

Locandina Caversazzi-Parleremo alle stelle


Qui il comunicato sull’Eco di Bergamo Parleremo alle Stelle: comunicato stampa sull'Eco di Bergamo


Qui la locandina della presentazione al Festival “Tra le righe” a Cinisello Balsamo il 23 Febbraio 2013

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E qui la recensione del 14-Febbraio 2013 su Aphorism

Parleremo alle stelle

di Paolo Goglio

Le osserviamo da un’eternità. Silenziose, luminose, bellissime. Le abbiamo caricate di simboli e storie mitologiche, ci hanno guidato dall’alba dei tempi, ci hanno intimorito con oscuri presagi, per poi poterci dedicare i nostri desideri segreti e confidare i nostri amori. Hanno e ispirano tutt’ora pittori, poeti e scrittori per incredibili viaggi nell’ignoto. Nonostante ciò, la nostra società le ha rese freddi eventi cosmici, privandole di quella magia in cui credevano gli antichi, nascondendole con luci artificiali sempre più potenti o peggio ancora inquinando l’ambiente. Eppure sono da sempre là, con il loro balletto spaziale, rimaniamo affascinati dallo spettacolo, quando si mostrano al meglio. Sono le stelle. Esse sono per me la parte della natura che mi affascina, incuriosisce e amo di più. Per Paolo Goglio sono un mezzo per una ricerca interiore di conforto, durante un periodo difficile della sua vita, segnando un diario con i loro dialoghi, chiedendo alle stelle delle risposte sul nostro modo di vivere. Le stelle dal canto loro, una idea, precisa e approfondita, se la saranno pur fatta durante queste ere di muta osservazione. Ma non sono boriose divette del firmamento, anzi vogliono rassicurare che niente è piccolo e insignificante nell’universo e tutti siamo parte della stessa energia, tutti indispensabili per gli equilibri e per la ricerca del benessere collettivo, dall’inizio alla fine. Secondo loro, non dobbiamo per forza seguire i dogmi dettati da pochi potenti che detengono il controllo dei nostri istinti, dei nostri bisogni e ci inculcano la necessità isterica ad accaparrarci gli ultimissimi ritrovati tecnologici, gettando via quelli vecchi da nemmeno un giorno. Non dobbiamo svenarci a imitare uno status symbol, creare un’immagine commerciale di noi stessi, solo per poter entrare nelle ristrette cerchie di persone, che hanno perso il senso della vita, dell’amore, dedicandosi solo alla ricerca della loro icona perfetta e griffata. Dobbiamo invece cercare di ridistribuire le risorse per far vivere tutti nel modo migliore possibile. Abbiamo col tempo per avidità oltre che per semplice curiosità scientifica etichettato, catalogato e privatizzato quello che all’inizio dei tempi era tutto per tutti. Non esiste nessun guru o religione che abbia l’assoluta verità, perché tutti abbiamo la capacità di trovarla dentro di noi. Vogliamo creare modelli e punti di riferimento solo per poterci dividere e scontrare, siamo vittime di trappole economiche perché non sapremo mai rinunciare al nostro singolo benessere e questo ci fa sprecare energie, utili per una collettiva evoluzione a piani più alti. Così come in un dialogo con un miliardo di vecchi amici, le stelle parlano a Paolo, rispondono a domande, danno risposte e consigli. Quindi anche se chiediamo a loro del perché siamo imperfetti e contrastanti,  ci rassicureranno che tutto in noi è in equilibrio, sta solo a noi scegliere quali valori far emergere. Non si può finire di leggere questo libro e non lasciarsi ipnotizzare dalla loro lucente bellezza e chiedere di persona le risposte alle proprie domande. Loro sono e saranno sempre a disposizione di chi vorrà aprire il proprio cuore. Adesso è notte, il cielo è limpido ed esco a fare due chiacchere anch’io con l’infinito, vi lascio il libro e vi invito a leggererlo, ne sarete conquistati! recensione di Stefano Bergamasco